RICHIAMI - copertina“Tra le dita/ scorrono le sfumature/con parole salmastri/istori gli abissi/con l’anima solchi la vita/sul solitario veliero” sono i versi di una tra le poesie dell’ultimo libro di Irene Sparagna, “Richiami” ed. GDS.
In questa nuova raccolta poetica prendono vita le emozioni di una scrittrice che si racconta in modo pulito, originale, consentendo al lettore quasi un’indagine riflessiva.
In un’atmosfera intima e singolare l’autrice ci consente di guardare con occhi attenti gli eventi della vita, di definire i sapori e i colori dell’anima, ci lascia meditare ed entrare con saggezza tra i segreti di una sensibile figura di donna.
Non delude mai la lirica di Irene, ogni verso racchiude una solidità espressiva che penetra senza confini. Con un andamento sciolto si delinano sin dall’inizio dipinti introspettivi precisi, metafore nutrite di aggettivazioni che si accavallano a gradazione di un lessico moderno e decisamente affascinante, “Ancora gingillo il pensiero/il peculiare sfarfallio/nel piccolo mondo/ eri un respiro frangibile/che incalzava il mio.”
Nel ripercorrere alcuni versi emerge con quanta attenzione la Sparagna vuole affidarci l’unicità delle sue percezioni, il suo estro è un continuo evolversi di stili e stati d’animo.
Fare poesia per Irene è una sorta di vocazione a cui l’autrice non può rinunciare.
La sua scrittura connota un irrefrenabile bisogno di mettere in relazione le parole con i tanti aspetti della mente e del cuore, ne è esempio il tratto:”Mi sfamo di sguardi/scatti fulminei di iride/su parole difficili da comprendere”.
La brevità dei componimenti snoda umane esperienze, scava in profondità nei luoghi emozionali, regala nettare per abbandonarci ai tanti “richiami” della vita.
Interpretare le traiettorie di ogni verso tra suoni e significati è il compito che la Sparagna ci affida per farci incontrare il suo mondo.
Questo libro conferma quanto sia forte e limpido in Irene l’amore per la poesia.
La raccolta merita di essere apprezzata per lo stile convincente ed il lirismo intellettuale che indubbiamente costituiscono la bellezza di tutta l’opera.

Michela Zanarella